Lezione 01 · Fondamenti · Comune A e B

Strada, carreggiata, corsia, banchina, marciapiede

Alla fine di questa lezione saprai distinguere le parti fondamentali della strada senza affidarti soltanto all’aspetto visivo. Capirai perché strada e carreggiata non sono sinonimi, che cosa rende una…

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In breve

La strada è l’intera area destinata alla circolazione; la carreggiata è la parte riservata allo scorrimento dei veicoli. Corsie, banchine e marciapiedi hanno funzioni diverse e non sono sinonimi.

Tre cose da ricordare

  1. 01

    Una strada può comprendere più carreggiate, marciapiedi, banchine e altre parti.

  2. 02

    La corsia è una parte longitudinale della carreggiata, adatta al transito di una fila di veicoli.

  3. 03

    Il marciapiede è riservato ai pedoni; la banchina è una parte della sede stradale esterna alla carreggiata.

Domande frequenti

Prima di continuare

Strada e carreggiata sono la stessa cosa?

No. La strada è l’insieme; la carreggiata è la parte destinata allo scorrimento dei veicoli.

Il marciapiede fa parte della strada?

Sì. Fa parte della sede stradale, ma è una parte riservata alla circolazione dei pedoni.

Una carreggiata può avere più corsie?

Sì. Le corsie suddividono longitudinalmente la carreggiata e possono essere una o più per ciascun senso di marcia.

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Alla fine di questa lezione saprai distinguere le parti fondamentali della strada senza affidarti soltanto all’aspetto visivo. Capirai perché strada e carreggiata non sono sinonimi, che cosa rende una corsia diversa da una banchina e dove si colloca il marciapiede. Sono parole comuni, ma nei quiz basta spostare una parola per trasformare una frase vera in una falsa.

Partiamo dalla definizione più importante. La strada è l’area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. Le parole ad uso pubblico sono essenziali. Un cortile privato chiuso non diventa strada soltanto perché vi può passare un’automobile. E la strada non è riservata ai veicoli: comprende anche parti destinate ai pedoni e, secondo l’organizzazione dei luoghi, ai ciclisti.

Pensa alla strada come all’insieme più grande. Dentro questo insieme possono trovarsi una o più carreggiate, le banchine, i marciapiedi, le piste ciclabili, gli spartitraffico e altre parti. Non tutte sono sempre presenti. Una piccola strada rurale può non avere marciapiede. Un grande viale può avere due carreggiate separate. In entrambi i casi, la parola strada indica l’intera area ad uso pubblico destinata alla circolazione.

La carreggiata è la parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli. È composta da una o più corsie di marcia e, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine. La formula in genere è importante: non trasformarla in sempre. Una carreggiata può essere a senso unico oppure a doppio senso. Può contenere una sola corsia o più corsie. Gli attraversamenti pedonali e ciclabili attraversano la carreggiata e ne fanno parte; il marciapiede, la pista ciclabile separata e la piazzola di sosta, invece, non fanno parte della carreggiata.

Primo scenario. Sei in un viale con due file di alberi, due marciapiedi e una zona centrale rialzata che separa i flussi opposti. L’intero spazio pubblico è la strada. Le due superfici sulle quali scorrono le automobili sono due carreggiate. La parte centrale non carrabile che le separa è lo spartitraffico. Ogni carreggiata può poi essere divisa in corsie.

La corsia è una parte longitudinale della strada, di larghezza idonea al transito di una sola fila di veicoli. Nel linguaggio dell’esame, una corsia è a senso unico: accoglie una fila che procede in una determinata direzione. Questo non significa che l’intera carreggiata sia a senso unico. Una carreggiata a doppio senso può avere una corsia per ciascun senso di marcia.

Esistono corsie con funzioni diverse. La corsia di marcia appartiene alla carreggiata ed è destinata alla circolazione ordinaria. La corsia riservata è destinata esclusivamente a una o ad alcune categorie, per esempio agli autobus, quando così indicato. La corsia specializzata serve a una manovra precisa, come la svolta, l’accelerazione o la decelerazione. La corsia di accelerazione agevola l’ingresso nella carreggiata. La corsia di decelerazione permette di uscirne riducendo la velocità senza rallentare chi prosegue. La corsia di emergenza è adiacente alla carreggiata ed è destinata alle soste di emergenza, al transito dei mezzi di soccorso e, nei casi ammessi, al movimento eccezionale dei pedoni. Proprio perché è adiacente, non va confusa con una normale corsia della carreggiata.

Secondo scenario. Stai entrando in autostrada da uno svincolo. Il tratto che corre accanto alla carreggiata e ti consente di aumentare gradualmente la velocità è la corsia di accelerazione. Non è una corsia per fermarsi a consultare il navigatore e non è una scorciatoia per sorpassare. Il suo compito è rendere sicura l’immissione.

Richiamo attivo. Una carreggiata a doppio senso con una corsia per ogni direzione contiene corsie a doppio senso?

No. È la carreggiata ad essere a doppio senso. Ciascuna corsia accoglie una sola fila di veicoli in un determinato senso.

Passiamo alla banchina. La banchina è la parte della strada compresa fra il margine della carreggiata e il più vicino elemento longitudinale, come il marciapiede, lo spartitraffico, l’arginello, il ciglio di una cunetta o quello di una scarpata. In parole semplici, è lo spazio laterale esterno alla carreggiata. Non è, di norma, una corsia per i veicoli lenti e non diventa una corsia di marcia perché è asfaltata. Se mancano spazi appositi, può essere usata dai pedoni secondo le regole previste per loro; questa funzione non la trasforma però in marciapiede.

Terzo scenario. Su una strada extraurbana vedi una linea bianca continua di margine. Oltre la linea c’è una fascia asfaltata stretta, poi inizia una scarpata. Quella fascia può essere la banchina. Un automobilista non può considerarla una corsia aggiuntiva per superare una coda. Il fatto che la superficie sia pavimentata non cambia la sua posizione rispetto alla carreggiata.

Confrontiamo ora la banchina con la corsia di emergenza, perché dall’abitacolo possono sembrare simili. La banchina è definita soprattutto dalla sua posizione: si trova fra il margine della carreggiata e l’elemento laterale più vicino. La corsia di emergenza, invece, è una corsia adiacente alla carreggiata destinata alle soste di emergenza, al passaggio dei veicoli di soccorso e agli altri usi eccezionali previsti. Non basta quindi vedere asfalto oltre la linea di margine per sapere di quale elemento si tratta. Occorre considerare il tipo di strada, la larghezza, la segnaletica e la funzione assegnata.

Quarto scenario. Durante un viaggio un conducente sente un rumore anomalo e pensa di avere una gomma sgonfia. Davanti a lui vede una piccola area laterale appositamente predisposta, separata dal normale flusso. Quella è una piazzola di sosta. È una parte della strada destinata alla sosta dei veicoli e non va confusa né con il marciapiede né con una corsia di marcia. In un altro tratto, invece, corre lungo la carreggiata una fascia continua riservata alle emergenze. La diversa estensione e la diversa funzione aiutano a distinguere la piazzola dalla corsia di emergenza.

Ricorda anche che le strisce dipinte aiutano a riconoscere gli spazi, ma non sostituiscono la definizione. Una linea di margine segnala normalmente il limite della carreggiata; oltre quel limite possono esserci elementi diversi. Le corsie possono essere delimitate da strisce, ma la loro funzione dipende dall’organizzazione della strada e dalla segnaletica. All’esame, osserva prima dove si trova l’elemento e a che cosa serve, poi il suo aspetto.

Il marciapiede è la parte della strada esterna alla carreggiata, rialzata oppure delimitata e protetta in altro modo, destinata ai pedoni. Non è indispensabile che abbia sempre un gradino: può essere delimitato e protetto diversamente. Ma deve restare esterno alla carreggiata e destinato ai pedoni. I veicoli possono sostarvi solo quando apposita segnaletica e stalli di parcheggio lo consentono. L’assenza del rialzo non autorizza automaticamente la sosta.

Quinto scenario. In una via urbana il percorso dei pedoni è allo stesso livello dell’asfalto, ma è separato dalla zona veicolare con elementi di protezione e una chiara delimitazione. Può svolgere la funzione di marciapiede anche senza essere rialzato. Se invece vedi soltanto uno spazio laterale fra il margine della carreggiata e un fosso, stai probabilmente osservando una banchina, non un marciapiede.

Vediamo tre elementi spesso confusi. Lo spartitraffico è una parte longitudinale non carrabile della strada che separa correnti di traffico. L’isola di traffico, detta anche isola di canalizzazione, è una parte opportunamente delimitata e non transitabile che guida le correnti in direzioni ordinate. Il salvagente è una parte rialzata o protetta destinata al riparo e alla sosta dei pedoni, presso attraversamenti o fermate del trasporto collettivo. Lo spartitraffico separa flussi, l’isola incanala flussi, il salvagente protegge pedoni.

Sesto scenario. Un pedone attraversa una carreggiata molto larga e può attendere in sicurezza su una piccola zona protetta al centro. Quella zona è un salvagente. Se invece la zona centrale allungata divide stabilmente due carreggiate, parliamo di spartitraffico. Se una superficie zebrata obbliga i veicoli a separarsi prima di un ostacolo, si tratta di un’isola di traffico e non va percorsa.

Per riconoscere queste parti, chiediti se lo spazio è carrabile. Uno spartitraffico è non carrabile e separa correnti; un’isola di traffico è delimitata e sottratta al transito per guidarle. Le zebrature dipinte segnalano una zona sulla quale non devi passare. Non usarla per guadagnare una posizione in coda e non sostarvi. Il salvagente è pensato per la protezione delle persone, ma il conducente deve comunque avvicinarsi con velocità che consenta di vedere chi vi si trova.

Settimo scenario. Prima di una rotatoria, una superficie zebrata divide la corsia in due rami. Un motociclista pensa che, essendo dipinta e non rialzata, possa attraversarla per cambiare uscita. Non deve farlo. L’isola di traffico può essere realizzata anche mediante segnaletica e serve a canalizzare le correnti. La scelta del ramo va compiuta prima, seguendo corsie e frecce.

Un’altra parola utile è intersezione. Un’intersezione a raso è l’area comune a più strade organizzata sullo stesso piano. Un’intersezione a livelli sfalsati utilizza opere come rampe, cavalcavia o sottopassaggi per separare almeno alcune correnti. Non confondere l’intera intersezione con il semplice punto in cui due linee sembrano incontrarsi: comprende lo spazio necessario alle manovre e alla regolazione dei flussi.

Ottavo scenario. In città due strade si incrociano allo stesso livello, con semafori e attraversamenti: è un’intersezione a raso. Poco oltre, una strada supera l’altra su un ponte e le rampe consentono di cambiare percorso: è un’intersezione a livelli sfalsati. Questa differenza tornerà nella classificazione delle strade, perché alcune categorie non ammettono intersezioni a raso.

Un’altra distinzione utile riguarda attraversamento e percorso. L’attraversamento pedonale è una parte della carreggiata organizzata e segnalata per consentire ai pedoni di passare da un lato all’altro, con la precedenza prevista. Il marciapiede corre invece lungo la strada ed è esterno alla carreggiata. Allo stesso modo, un attraversamento ciclabile attraversa la carreggiata, mentre una pista ciclabile è una parte longitudinale della strada riservata alle biciclette.

Richiamo attivo. Un attraversamento pedonale è esterno alla carreggiata come il marciapiede?

No. L’attraversamento pedonale è parte della carreggiata. Il marciapiede è esterno alla carreggiata.

Attenzione al quiz. Le frasi ingannevoli giocano spesso con quattro sostituzioni. Prima sostituzione: strada al posto di carreggiata. Dire che il marciapiede fa parte della strada è corretto; dire che fa parte della carreggiata è falso. Seconda sostituzione: corsia al posto di carreggiata. La carreggiata può essere a doppio senso; la singola corsia no. Terza sostituzione: banchina al posto di corsia di emergenza. Sono entrambe laterali, ma hanno definizioni diverse. Quarta sostituzione: pista al posto di attraversamento. L’attraversamento taglia la carreggiata; la pista si sviluppa lungo un percorso riservato.

Non farti ingannare neppure dalle parole sempre e soltanto. La carreggiata è in genere pavimentata, non necessariamente in ogni situazione. Il marciapiede è destinato ai pedoni, ma la sosta dei veicoli può essere ammessa in spazi espressamente segnalati. I pedoni devono usare gli spazi predisposti; quando questi mancano o sono inutilizzabili, la legge disciplina anche la loro circolazione sul margine della carreggiata. Le definizioni vanno unite alle regole di comportamento, non trasformate in slogan assoluti.

Ora la mini-verifica. Dopo ogni affermazione decidi se è vera o falsa.

Prima affermazione. La strada è soltanto la superficie percorsa normalmente dalle automobili.

Falso. La strada è l’intera area ad uso pubblico destinata a pedoni, veicoli e animali e può comprendere molte parti diverse.

Seconda affermazione. Una carreggiata può essere divisa in più corsie.

Vero. La carreggiata è composta da una o più corsie di marcia.

Terza affermazione. Il marciapiede è una parte della carreggiata riservata ai pedoni.

Falso. È parte della strada, ma si trova all’esterno della carreggiata.

Quarta affermazione. La banchina è, di norma, utilizzabile come corsia per superare i veicoli lenti.

Falso. È esterna alla carreggiata e non è una normale corsia di marcia o di sorpasso.

Quinta affermazione. La corsia di accelerazione serve ad agevolare l’ingresso dei veicoli sulla carreggiata.

Vero. Consente di adeguare progressivamente la velocità prima dell’immissione.

Sesta affermazione. L’attraversamento pedonale fa parte della carreggiata.

Vero. È organizzato sulla carreggiata per il passaggio dei pedoni da un lato all’altro.

Settima affermazione. Una corsia di emergenza è una normale corsia di marcia quando il traffico è intenso.

Falso. Ha funzioni specifiche e non diventa liberamente percorribile a causa di una coda.

Ottava affermazione. Il salvagente offre riparo ai pedoni durante l’attraversamento o presso una fermata del trasporto pubblico.

Vero. La sua funzione principale è proteggere e accogliere temporaneamente i pedoni.

Riepiloghiamo. La strada è l’insieme più ampio e deve essere ad uso pubblico. La carreggiata è la parte destinata allo scorrimento dei veicoli. La corsia organizza una sola fila in un determinato senso. La banchina è esterna alla carreggiata e si trova fra il suo margine e l’elemento laterale più vicino. Il marciapiede è esterno alla carreggiata ed è destinato ai pedoni. Attraversamenti, piste, spartitraffico, isole e salvagenti hanno funzioni differenti. Se al quiz cambi il livello dell’insieme, cambia anche la risposta.

Con questo metodo, riconoscerai ogni elemento dalla posizione e dalla funzione.

Fine della lezione.