Lezione 28 — Incidenti, comportamento e primo soccorso In questa lezione imparerai che cosa fare dopo un incidente senza trasformarti in medico, vigile o perito. Useremo un ordine semplice: proteggere, chiamare, assistere. Prima eviti un secondo incidente. Poi attivi i soccorsi e comunichi informazioni utili. Infine resti accanto alle persone coinvolte, seguendo le istruzioni dell’operatore e senza compiere gesti che possano peggiorare un trauma. Il primo obbligo del conducente coinvolto è fermarsi. Se l’incidente è comunque ricollegabile al suo comportamento, deve prestare l’assistenza occorrente alle persone che abbiano eventualmente subito danni. Non può allontanarsi perché il danno sembra lieve, perché ha fretta o perché ritiene di non avere colpa. Prima deve verificare la situazione e adempiere ai propri obblighi. Le persone coinvolte devono salvaguardare la sicurezza della circolazione. Compatibilmente con questa esigenza, devono evitare di modificare inutilmente lo stato dei luoghi e di disperdere tracce utili. Le due finalità non sono in contraddizione: prima impedisci altri urti e proteggi le persone; poi conservi gli elementi utili finché è ragionevolmente possibile. Se vi sono soltanto danni alle cose, i veicoli coinvolti devono evitare, ove possibile, di intralciare la circolazione. Prima di spostarli, quando puoi farlo senza esporti al traffico, puoi documentare posizione e danni con alcune fotografie e individuare riferimenti della strada. Non restare però in una corsia per discutere o scattare immagini se questo crea un pericolo maggiore. Primo scenario. Due automobili si urtano lievemente in una via urbana. Nessuno riferisce dolore e i veicoli possono muoversi. I conducenti accendono le luci di emergenza, controllano rapidamente che non vi siano persone ferite, documentano la posizione senza camminare in mezzo al traffico e spostano le auto in un punto sicuro. Poi scambiano dati e compilano con calma la documentazione. Lasciare i mezzi al centro soltanto per non modificare la scena creerebbe un intralcio evitabile. La valutazione cambia se ci sono feriti, persone confuse, veicoli molto danneggiati, incendio, fumo, carburante disperso, cavi o carichi sulla strada. Non avvicinarti a un pericolo che non sai gestire. Fermati in un luogo sicuro, spegni il motore quando opportuno, inserisci il freno di stazionamento e attiva la segnalazione luminosa. Prima di scendere, guarda il traffico e indossa il giubbotto ad alta visibilità nei casi previsti. Prima di avvicinarti, fai una scansione completa. Da dove arrivano i veicoli? C’è una curva o un dosso che nasconde la scena? Il mezzo è stabile oppure potrebbe scivolare o ribaltarsi? Senti odore di carburante, vedi fumo, vetri, cavi o merci disperse? Piove, c’è ghiaccio o la luce è scarsa? Questa osservazione dura pochi secondi, ma evita che il soccorritore diventi una seconda vittima. Non fumare, non accendere fiamme e non toccare liquidi o componenti sconosciuti. Nei veicoli moderni possono essere presenti impianti elettrici ad alta tensione; cavi danneggiati e batterie non vanno manipolati. Mantieni le persone a distanza e comunica il tipo di veicolo e il rischio osservato alla centrale. I vigili del fuoco e gli altri operatori sceglieranno procedure e mezzi adatti. Secondo scenario. Un’auto ibrida ha urtato un guardrail e sotto il pianale vedi fumo. Il conducente è già fuori. Non ti chini per scollegare qualcosa e non versi acqua su parti che non conosci. Allontani le persone in una zona protetta, chiami il centododici e riferisci che il veicolo è ibrido e che il fumo proviene dal pianale. Lasci libero l’accesso ai vigili del fuoco. Il triangolo mobile segnala un veicolo fermo fuori dai centri abitati nelle condizioni stabilite, soprattutto quando non può essere visto a distanza sufficiente. Deve essere collocato secondo le regole, ma non rischiare di essere investito per posizionarlo. Se la carreggiata è troppo pericolosa, segnala subito il problema al numero di emergenza e segui le istruzioni. La tua sicurezza fa parte del soccorso. Terzo scenario. Di notte, dopo una curva extraurbana, trovi un veicolo incidentato parzialmente sulla corsia. Non parcheggi subito accanto all’ostacolo e non corri sulla carreggiata con abiti scuri. Rallenti senza causare un altro urto, ti fermi in una posizione più protetta, attivi le luci, indossi il giubbotto e chiami il numero unico di emergenza. Descrivi la curva e il rischio per chi sopraggiunge, così possono essere inviati soccorsi e gestione del traffico adeguati. Richiamo attivo. Dopo un incidente, è più importante conservare esattamente la posizione dei veicoli oppure impedire un secondo incidente? [PAUSA 2.5] La sicurezza viene prima. Le tracce vanno conservate compatibilmente con la necessità di proteggere persone e circolazione. Con soli danni alle cose, se possibile, si evita l’intralcio. Quando serve assistenza sanitaria o esiste un pericolo serio, chiama il numero unico europeo per le emergenze, centododici. Nelle aree in cui il sistema organizza diversamente le chiamate, la centrale indirizza la richiesta al servizio competente. Non perdere tempo cercando di decidere da solo quale mezzo debba arrivare: descrivi l’evento e lascia che l’operatore coordini la risposta. La chiamata deve rispondere a domande concrete. Dove sei? Indica comune, strada, direzione di marcia, chilometro, uscita, galleria o un punto riconoscibile. Che cosa è successo? Quanti veicoli e quante persone sono coinvolti? Vedi fumo, fiamme, sostanze disperse o traffico che arriva senza visibilità? Le persone rispondono e respirano? Comunica soltanto ciò che puoi osservare, senza formulare diagnosi. Se non conosci l’indirizzo, cerca informazioni senza allontanarti in modo pericoloso: numero della strada, progressiva chilometrica, nome dell’ultima uscita, cartello di galleria, direzione verso una città. Su una strada divisa, specificare la carreggiata evita che i mezzi arrivino dal lato opposto senza poter raggiungere la scena. Se il telefono mostra una posizione, usala come aiuto ma rispondi comunque alle domande. Puoi preparare mentalmente la chiamata in quattro frasi. Sono sulla strada e nella direzione indicate. È avvenuto questo tipo di incidente. Vedo questo numero di persone e queste condizioni osservabili. Sono presenti questi pericoli. Poi ascolta. L’operatore potrebbe chiederti di verificare una risposta o una respirazione, di allontanarti oppure di non compiere un’azione. Le sue domande non fanno perdere tempo: servono a inviare la risposta corretta. Quarto scenario. Sei in una galleria e una collisione blocca una corsia. Indichi nome della galleria, direzione, nicchia o uscita più vicina e presenza di fumo. Segui la segnaletica di emergenza e le istruzioni vocali; non inverti la marcia e non corri in una direzione scelta a caso. Se viene ordinata l’evacuazione, usi le vie indicate e non torni al veicolo per recuperare bagagli. Fornisci il tuo numero, parla con voce chiara e rispondi alle domande. Non chiudere finché l’operatore non te lo indica. Lascia poi il telefono disponibile: la centrale potrebbe richiamarti. Se le condizioni cambiano, per esempio una persona smette di rispondere o compare del fumo, ricontatta subito i soccorsi. Quinto scenario. Un motociclista è a terra e non risponde quando gli parli. Non lo scuoti, non gli togli il casco e non prova a metterlo in piedi. Chiami il centododici, dici esattamente che non risponde e riferisci se osservi respirazione. Metti il telefono in vivavoce se questo è sicuro e segui passo per passo l’operatore. Se hai una formazione specifica, agisci entro ciò che sai fare e secondo le indicazioni ricevute; non improvvisi una tecnica ricordata vagamente. Il principio generale con una persona traumatizzata è non spostarla. Un movimento non necessario può aggravare lesioni non visibili. L’eccezione è un pericolo immediato e inevitabile, come incendio, rischio concreto di investimento o altra minaccia che renda impossibile attendere. Anche allora, se puoi, chiedi subito istruzioni all’operatore e limita l’azione a ciò che serve per sottrarre la persona al pericolo. Non offrire cibo, bevande o farmaci. Una persona spaventata può chiedere acqua o un analgesico, ma potrebbero essere controindicati o interferire con le cure. Non applicare rimedi casuali e non tentare di raddrizzare arti o rimuovere oggetti conficcati. Il compito di chi non è sanitario è proteggere, allertare e non peggiorare. Puoi invece rassicurare la persona, invitarla a restare ferma e proteggerla dal freddo senza muoverla inutilmente. Osserva se resta cosciente e se la respirazione cambia. Riferisci ogni cambiamento alla centrale. Non promettere che non ha nulla e non discutere responsabilità: usa frasi semplici, comunica che i soccorsi sono stati chiamati e resta presente. Se una persona non risponde o non respira normalmente, comunicalo immediatamente. Non limitarti a dire sta male. L’operatore può guidarti nelle azioni urgenti adeguate alla situazione e alla tua capacità. Segui le istruzioni nell’ordine, chiedi di ripetere se non hai capito e non abbandonare una procedura per tentare contemporaneamente manovre diverse. Chi ha frequentato un corso di primo soccorso applica la formazione ricevuta; chi non è formato non inventa. Non radunare curiosi intorno al ferito. Lascia aria, spazio operativo e un percorso per la barella. Non fotografare persone ferite per condividerne le immagini e non diffondere informazioni personali. Eventuali fotografie utili alla ricostruzione riguardano la scena e i danni e si eseguono soltanto quando l’urgenza è gestita e la posizione è sicura. Sesto scenario. Un testimone sta filmando, mentre l’ambulanza non riesce ad avvicinarsi per le persone raccolte sulla strada. Gli chiedi di arretrare in una zona protetta e di liberare il corridoio, senza creare discussioni. Una persona può essere più utile indicando l’accesso ai soccorritori che producendo un video. Settimo scenario. Una passeggera è cosciente, ha dolore al collo e vuole uscire subito dall’auto, che è stabile e non presenta fumo o altro pericolo. Le chiedi di non muoversi, chiami i soccorsi e descrivi il dolore. Non la trascini e non le fai provare se riesce a camminare. La copri senza forzare il collo e segui le istruzioni dell’operatore fino all’arrivo dei sanitari. Ottavo scenario. In un altro incidente, dal vano motore escono fiamme e una persona si trova in una posizione minacciata dall’incendio. Qui esiste un pericolo immediato. Chiama o fai chiamare il centododici, allontana gli altri dalla zona e segui le indicazioni. Non affrontare fiamme o sostanze sconosciute senza mezzi e competenze. L’eventuale necessità di spostare una persona nasce dal pericolo maggiore, non dalla ricerca di una posizione più comoda. Se sono presenti più persone, assegna compiti chiari. Una chiama, una segnala il pericolo da una posizione protetta, una resta vicino ai feriti. Evita ordini generici come qualcuno chiami: ciascuno può credere che lo faccia un altro. Indica una persona e chiedile conferma. Quando arrivano i soccorsi, libera il passaggio e riferisci che cosa hai osservato e che cosa è cambiato. Tieni lontani bambini e persone molto agitate dalla carreggiata. Se un passeggero può camminare ed è sicuro farlo, indirizzalo verso una zona protetta senza fargli attraversare il flusso. Non delegare a una persona sotto shock il compito di regolare il traffico. Assegna attività semplici e verifica che siano state comprese. Se sei il solo testimone e la scena non è sicura, non devi svolgere tutto nello stesso istante. Chiama prima, descrivi il rischio e chiedi quale priorità seguire. La centrale può inviare polizia, vigili del fuoco e soccorso sanitario e può dirti dove restare. Esporsi per segnalare a mano dopo una curva, senza visibilità o protezione, può moltiplicare le vittime. Nono scenario. Un incidente avviene sotto pioggia intensa e tu sei solo. Ti fermi molto prima, fuori dalla traiettoria, con luci e giubbotto. Dal margine protetto chiami e descrivi la scarsa visibilità. L’operatore ti chiede di non entrare sulla corsia e di restare come riferimento. La scelta corretta non è dimostrare coraggio, ma conservare la capacità di aiutare. Decimo scenario. Quattro testimoni raggiungono un incidente. Tu dici a una persona con giubbotto visibile di chiamare il centododici e di tornare a confermare. A un’altra chiedi di aspettare i mezzi all’accesso, senza stare sulla corsia. Tu rimani a parlare con il ferito. In questo modo la scena non si riempie di persone che fanno tutte la stessa cosa e nessuno dimentica la chiamata. Richiamo attivo. Una persona traumatizzata cosciente chiede acqua. Che cosa fai? [PAUSA 2.5] Non somministri cibo, bevande o farmaci. La rassicuri, riferisci la richiesta e le condizioni all’operatore e segui le istruzioni. In autostrada e nelle strade veloci, il rischio di un secondo investimento è altissimo. Non attraversare le carreggiate, non camminare lungo la corsia e non restare fra i veicoli. Se puoi uscire dal mezzo senza esporti, raggiungi una zona protetta secondo le condizioni presenti. Indica con precisione carreggiata, direzione e chilometro: dire autostrada verso nord è più utile del solo nome di una località lontana. Undicesimo scenario. Un tamponamento avviene in una coda autostradale. I veicoli sono ancora marcianti e nessuno appare ferito. I conducenti non restano fra le corsie per controllare un graffio. Raggiungono, se possibile, una zona sicura senza compiere retromarce, segnalano il problema e scambiano i dati lontano dal flusso. Se qualcuno riferisce dolore o il veicolo non può muoversi, chiamano i soccorsi e seguono le indicazioni. Dopo aver gestito l’urgenza, i conducenti coinvolti devono fornire generalità e informazioni utili anche ai fini del risarcimento. Sono utili dati del conducente, veicolo e assicurazione, oltre a luogo, ora e circostanze. Il modulo di constatazione può aiutare a descrivere il sinistro, ma va compilato senza fretta e senza restare in un luogo pericoloso. Descrivi fatti osservabili: direzione, corsia, segnali, punto d’urto e danni. Non modificare il disegno per raggiungere un accordo frettoloso e non firmare una ricostruzione che non comprendi. Se le versioni sono diverse, possono essere registrate separatamente e saranno valutate nelle sedi appropriate. La priorità sul posto resta lo scambio corretto dei dati e la sicurezza. Dodicesimo scenario. Dopo un urto lieve l’altro conducente alza la voce e pretende una dichiarazione immediata di colpa. Ti sposti in un luogo protetto, eviti la discussione sulla carreggiata e annotate i dati. Se la situazione diventa minacciosa o la documentazione non può essere gestita, chiedi assistenza alle autorità. Non usare il veicolo per impedire fisicamente all’altra persona di muoversi. Non alterare o abbandonare tracce importanti quando servono accertamenti, ma non raccogliere pezzi taglienti a mani nude né camminare fra le corsie. Se sostanze o detriti rendono il fondo pericoloso, avvisa immediatamente chi gestisce l’emergenza. L’obiettivo non è ripulire da soli la strada; è impedire che altri utenti arrivino senza preavviso. Se l’incidente coinvolge animali d’affezione, da reddito o protetti, l’utente al quale l’evento è ricollegabile deve fermarsi e attivare misure idonee per un tempestivo soccorso. Anche le altre persone coinvolte hanno obblighi di attivazione. Non avvicinarti in modo imprudente a un animale ferito, che può reagire per dolore e paura; chiama il servizio competente tramite la centrale e proteggi l’area. Tredicesimo scenario. Un’automobile urta un cane che resta sulla carreggiata. Il conducente non prosegue perché non ci sono danni visibili all’auto. Si ferma in sicurezza, chiama il centododici e segnala posizione, traffico e condizioni osservabili dell’animale. Non tenta di afferrarlo a mani nude se è agitato e impedisce, per quanto possibile senza esporsi, che altri veicoli arrivino senza avviso. Attenzione al quiz. Primo inganno: fermarsi è necessario soltanto se si ammette la colpa. Falso. L’obbligo dipende dal coinvolgimento e dall’evento, non da una confessione. Secondo: per conservare le tracce bisogna lasciare sempre i veicoli in mezzo alla strada. Falso. La sicurezza e, con soli danni alle cose, la riduzione dell’intralcio sono essenziali. Terzo: soccorrere significa eseguire qualunque manovra possibile. Falso. Significa attivare aiuto, proteggere e non aggravare. Quarto inganno: una persona che parla non ha lesioni importanti. Non puoi saperlo. Quinto: dare acqua è sempre un gesto di conforto. È vietato improvvisare cibo, bevande e farmaci. Sesto: spostare il ferito in una posizione comoda è sempre utile. Un traumatizzato non va mosso, salvo un pericolo immediato che renda indispensabile allontanarlo. Settimo: basta chiamare e poi andare via. Chi è coinvolto deve fermarsi, assistere e restare a disposizione secondo la situazione e le indicazioni ricevute. Ora la mini-verifica. Decidi se ogni affermazione è vera o falsa. Prima affermazione. Il conducente coinvolto può allontanarsi se ritiene di non avere causato l’incidente. [PAUSA 4] Falso. Deve fermarsi, verificare la situazione e adempiere agli obblighi di assistenza e informazione. Seconda affermazione. La sicurezza della circolazione viene considerata prima della conservazione perfetta delle tracce. [PAUSA 4] Vero. Le tracce vanno preservate compatibilmente con la necessità di evitare altri pericoli. Terza affermazione. Con soli danni alle cose, ove possibile, bisogna evitare di intralciare la circolazione. [PAUSA 4] Vero. I veicoli possono essere spostati in sicurezza dopo gli eventuali rilievi rapidi utili. Quarta affermazione. Durante la chiamata di emergenza basta dire che c’è stato un incidente e chiudere. [PAUSA 4] Falso. Devi indicare luogo, evento, persone, pericoli osservabili e rispondere alle domande dell’operatore. Quinta affermazione. Una persona traumatizzata va spostata per farla stare più comoda. [PAUSA 4] Falso. Non va mossa inutilmente; si considera lo spostamento soltanto davanti a un pericolo immediato e secondo le istruzioni possibili. Sesta affermazione. È corretto offrire un farmaco antidolorifico a un ferito cosciente. [PAUSA 4] Falso. Non si somministrano farmaci, cibo o bevande. Settima affermazione. Se le condizioni della persona peggiorano, bisogna aggiornare la centrale di soccorso. [PAUSA 4] Vero. L’informazione può modificare la risposta e permette all’operatore di dare nuove istruzioni. Ottava affermazione. In autostrada è prudente attraversare le corsie per chiedere aiuto agli utenti opposti. [PAUSA 4] Falso. Non si attraversano le carreggiate; si chiama da una posizione protetta e si indica con precisione la direzione. Nona affermazione. Il coinvolgimento di un animale ferito può far nascere l’obbligo di fermarsi e attivare un soccorso tempestivo. [PAUSA 4] Vero. Il Codice prevede obblighi specifici per animali d’affezione, da reddito o protetti. Decima affermazione. Prestare assistenza significa anche non ostacolare l’arrivo dei soccorsi. [PAUSA 4] Vero. Devi liberare l’accesso, rendere visibile il pericolo e seguire le indicazioni degli operatori. Riepiloghiamo. Fermati e verifica. Proteggi te stesso, i feriti e gli altri utenti senza creare un secondo incidente. Chiama il centododici, comunica posizione, dinamica essenziale, numero e condizioni osservabili delle persone e rischi presenti. Non spostare un traumatizzato salvo pericolo immediato, non offrire cibo, bevande o farmaci e non improvvisare cure. Rassicura, osserva e segui l’operatore. Con soli danni alle cose, evita l’intralcio ove possibile e scambia le informazioni utili. Il buon soccorritore non è quello che fa più gesti: è quello che compie, nell’ordine giusto, le azioni sicure e necessarie. Fine della lezione.